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I giovani dell’Appennino centrale non vogliono arrendersi all’idea dell’abbandono e scelgono di scommettere sul futuro dei propri paesi. È questo il messaggio potente e pieno di speranza che emerge dall’indagine “I giovani nelle aree fragili”, condotta da Tecnè per la Fondazione Magna Carta e presentata all’Aquila. Lo studio, che fotografa i sentimenti dei ragazzi sotto i 35 anni tra Abruzzo, Marche e Umbria, lancia segnali chiarissimi che toccano da vicino anche le dinamiche della nostra Sabina.

Ben 8 giovani su 10 dichiarano un legame profondissimo con le proprie radici e con il territorio d’origine, e più della metà considera i piccoli centri una risorsa strategica per l’intera Italia. Il dato più sorprendente riguarda la voglia di fare: il 60% dei ragazzi intervistati (che diventa addirittura il 66% tra i trentenni) sarebbe pronto a investire i propri risparmi e le proprie competenze per aprire un’azienda, una startup o un’attività commerciale nel comune in cui vive.

Il desiderio di rimanere deve però scontrarsi con la dura realtà della mancanza di lavoro stabile e infrastrutture. Quasi un trentenne su due confessa di aver pensato di andare via, non per scelta, ma per necessità. Per questo, le richieste che salgono dai piccoli comuni sono molto concrete: occupazione di qualità e sicurezza nei collegamenti.

Un aiuto fondamentale in questa sfida arriva dal digitale. I giovani vedono la tecnologia come un’alleata per non spopolare i borghi: l’76% ritiene l’e-learning utilissimo per studiare senza fare le valigie, mentre l’82% punta su web e intelligenza artificiale per rilanciare il turismo culturale ed esperienziale. Anche lo sport gioca un ruolo cruciale: nei piccoli centri i campi sportivi e le palestre (giudicati presenti e adeguati da oltre il 40% dei ragazzi) rimangono spazi fondamentali per socializzare e tenere vive le comunità.

Il Commissario per il Sisma, Guido Castelli, e il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, hanno ricordato che la rinascita dell’Appennino passa da qui: dare ai giovani i servizi e la connettività necessari affinché restare sia una scelta di libertà e non un atto di eroismo.

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