Il Comune di Rieti scende in campo a sostegno degli agricoltori e di Coldiretti nella storica battaglia per la trasparenza in tavola. La Giunta ha approvato un documento formale per chiedere all’Europa regole più ferree sull’origine dei cibi. Troppo spesso, infatti, alimenti spacciati per italiani utilizzano ingredienti provenienti da altri Paesi, confondendo chi acquista e danneggiando le aziende del nostro territorio.
«Vogliamo che i cittadini sappiano esattamente cosa mangiano», spiega l’assessore Giuliano Sanesi. Grazie a questa iniziativa, l’Amministrazione si attiverà tramite ANCI Lazio per sensibilizzare i parlamentari europei sulla necessità di cambiare le leggi doganali. L’obiettivo è semplice: garantire che l’etichetta “Made in Italy” sia sinonimo di prodotti coltivati e lavorati realmente nel nostro Paese, valorizzando la qualità delle produzioni locali e proteggendo la salute dei consumatori.
La Proposta di Revisione in sintesi
| Punto Chiave | Azione Richiesta |
| Normativa Attuale | Art. 60 Regolamento UE n. 952/2013 (Codice Doganale) |
| Criticità | Scarsa chiarezza tra “luogo di lavorazione” e “origine ingredienti” |
| Obiettivo Rieti | Escludere l’agroalimentare dai criteri doganali generici |
| Criterio Unico | Indicazione obbligatoria del luogo di provenienza effettivo |
| Partner Istituzionali | ANCI, Comitato delle Regioni, Coldiretti |