RIETI – La storia artistica e la memoria dell’identità sabina trovano una sede permanente nel rinnovato Palazzo Comunale di Rieti. A seguito dei restauri conclusi negli ambienti di rappresentanza, l’Assessore alla Cultura Letizia Rosati ha presentato la rifunzionalizzazione dell’edificio storico, concepito ora come “bene culturale parlante” e snodo d’accesso al circuito del Museo Diffuso cittadino.
L’iniziativa valorizza il dialogo stilistico tra tre figure cardine del Novecento reatino: la decorazione liberty della Sala Consiliare firmata da Antonino Calcagnadoro viene completata dai tondi pittorici del suo allievo Arduino Angelucci dedicati alle origini sabine e al Medioevo (Ver Sacrum e Rieti Semper Fidelis). Parallelamente, l’atrio e lo scalone Bazzani accolgono la gipsoteca e i bozzetti dello scultore Bernardino Morsani — inclusi gli studi anatomici dedicati ai Bronzi di Riace e le opere celebrative del territorio —, donati con senso civico dalle rispettive famiglie per arricchire il patrimonio pubblico della città.



